Perché la conferenza di Parigi sul cambiamento climatico è così importante?

Le 6 risposte alle domande chiave per sapere cosa aspettarci dal summit di Novembre 2015.

Cos’è la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico?

La COP21 – 21esima Conferenza delle Parti – è un summit che si terrà in Francia dal 30 novembre 2015 all’11 dicembre 2015. Nella città di Le Bourget si riuniranno ministri ed alti funzionari da più di 190 paesi per discutere come ridurre le emissioni globali di gas serra e come tenere il riscaldamento globale al di sotto di 2° C. Il summit sarà preceduto da COY11, l’11esima Conferenza dei Giovani, che avrà luogo dal 26 al 28 novembre 2015. La Conferenza dei Giovani è un evento che si tiene prima di ogni Conferenza delle Parti; quest’anno è previsto il coinvolgimento di migliaia di persone, con workshop e attività legate ai cambiamenti climatici e ai modelli di vita sostenibile.

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Qual è il risultato che ci si attende da questo summit?

Il risultato atteso di questo summit è un accordo vincolante sul cambiamento climatico, che si spera venga firmato da tutte le nazioni e che duri almeno dieci anni. Uno dei più importanti obiettivi dell’acccordo sarà quello di ridurre l’emissione di gas serra: alcuni paesi si sono già impegnati in questo obiettivo, ma anche se tutte le nazioni accettassero di ridurre le emissioni, non sarebbe sufficiente per mantenere il riscaldamento globale sotto i 2° C, e tanto meno per fermarlo. Per questa ragione, è stato suggerito di provare a coinvolgere entità diverse dagli stati come le città, le regioni e le aziende private, invitandole a fare di più e a tagliare le emissioni.

Ma allora il Protocollo di Kyoto non è bastato?

Il protocollo di Kyoto richiedeva che ciascuna nazione partecipante tagliasse le proprie emissioni del 5% entro il 2012, rispetto ai livelli del 1990. È stato adottato nel 1997, ma non poteva entrare in vigore finché non fosse stato ratificato da abbastanza paesi da rappresentare almeno il 55% delle emissioni globali. Dal momento che gli Stati Uniti – che allora erano i maggiori emettitori di gas serra – si sono rifiutati di ratificare il trattato e dal momento che le nazioni in via di sviluppo ne erano state tenute fuori, permettendo loro di aumentare le proprie emissioni per aiutare le loro economie, il protocollo non è entrato in vigore fino al 2005, quando la Russia l’ha ratificato.

Inizialmente, il protocollo di Kyoto doveva durare fino al 2012, ma durante la conferenza di Doha tenutasi in Qatar nel 2012 la sua durata è stata estesa fino al 2020. Quindi, tra cinque anni non ci sarà più alcun trattato internazionale valido sul cambiamento climatico; inoltre, adesso il maggiore emettitore di gas serra adesso è la Cina, che come nazione in via di sviluppo non era stata inclusa nel protocollo di Kyoto.

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Perché è necessario un accordo globale sul cambiamento climatico?

La maggior parte degli scienziati concordano sul fatto che, se non ci impegneremo nel ridurre le emissioni di gas serra, il riscaldamento globale diventerà presto irreversibile e avrà disastrose conseguenze. Se non faremo nulla, le temperature saliranno di circa 5° C: sebbene sembri un piccolo aumento, è la stessa differenza che c’è tra il mondo di oggi e l’ultima era glaciale. Con un aumento di 5° C, il ghiaccio ai poli si scioglierà e intere città saranno sommerse dall’acqua. Intere specie di animali e piante moriranno, e tutta la razza umana sarà in pericolo.

Da un punto di vista politico, un nuovo trattato sarà necessario quando il protocollo di Kyoto non sarà più in vigore. Affinché il nuovo accordo sia efficace, dovrà essere ratificato sia dalla Cina che dagli Stati Uniti, e sarà anche importante imporre sanzioni sui paesi che non riusciranno a raggiungere gli obiettivi del trattato; ciò non è stato fatto con il protocollo di Kyoto, ed è una delle ragioni per cui non ha raggiunto i suoi obiettivi.

Perché al summit per il Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite tenuto a Copenhagen nel 2009 non è stato firmato un trattato?

Sebbene il summit di Copenhagen non abbia portato a un trattato, la maggior parte delle nazioni hanno accettato di limitare le proprie emissioni di gas serra, anche se non abbastanza per porre fine al riscaldamento globale. Uno dei problemi che non è stato risolto è quello economico: i paesi più poveri hanno bisogno di aiuto per investire in tecnologie pulite che permetteranno loro di ridurre le emissioni, e vogliono che siano i paesi ricchi a dare loro questo aiuto. Durante il summit di Copenhagen, i paesi ricchi hanno accettato un piano di aiuti che garantirà sostegno economico ai paesi poveri fino al 2020, ma non è stato ritenuto sufficiente.

Inoltre, c’è disaccordo sulla fonte dei fondi che saranno utilizzati per gli aiuti: la maggior parte dei paesi non vogliono, o non possono permettersi di sostenere gli aiuti utilizzando solo denaro pubblico. Vogliono che siano le banche di sviluppo internazionale e le donazioni private a fornire la maggior parte dei fondi. Trovare un accordo sulla questione economica sarà probabilmente uno dei maggiori problemi che si incontreranno nel prossimo summit.

The lungs of Earth

Tree with form of lungs, oxygen for the earth

Quali saranno i punti chiave dell’accordo?

Per essere efficace, l’accordo dovrà essere universale: ciò significa che dovrà essere firmato e ratificato da tutti i paesi. Deve anche essere ambizioso, per mandare a tutti i paesi un segnale chiaro: è giunto il momento di passare a un’economia non più basata sul carbone, ma sulle energie verdi e rinnovabili. Deve inoltre essere bilanciato tra la riduzione e l’adattamento, dando a tutti i paesi abbastanza risorse per raggiungerne i requisiti, e flessibile in modo da essere adatto a paesi grandi e piccoli, sviluppati o in via di sviluppo. Infine, deve essere sostenibile e dinamico, con obiettivi a lungo termine e revisioni periodiche in modo da rafforzarne l’azione.

Che cosa possiamo fare per collaborare e mostrare al mondo che ci interessa cambiare le cose?

Persone,  aziende e movimenti si stanno sempre più radunando per creare campagne finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di rispettare il nostro pianeta attraverso una serie di azioni diverse.

U-earth biotechnologies ha lanciato una campagna perché gli standard di qualità dell’aria possano essere portati ai livelli più alti possibili, creando Pure Air Zones in spazi pubblici per garantire a tutti la minima esposizione possibile all’inquinamento atmosferico. Il Video #iwantpureair della campagna è qua sotto per voi a vedere e condividere. Grazie.

#iwantpureair video

#iwantpureair campaign video

Aria pulita migliora la qualità del lavoro

In ufficio la qualità dell’aria aumenta il rendimento dei lavoratori.
A dimostrarlo è unno studio dell’Università di Harvard, pubblicato sull’Environmental Health Perspective. Lavorare in un ambiente con una buona qualità dell’aria aumenta le performance cognitive. Ambienti ben arieggiati, bassi livelli di CO2 e di inquinamento degli spazi chiusi permettono di ottenere punteggi migliori nelle funzioni cognitive rispetto a quelli conseguiti da chi sta in uffici ‘meno green’, con livelli di inquinamento e CO2 considerati standard.
office1Gli studiosi hanno voluto studiare l’impatto dell’aerazione della stanza, di prodotti chimici e CO2 sulla funzione cognitiva dei lavoratori: questo perché i nuovi edifici,pur essendo più efficienti dal punto di vista energetico, sono anche più ‘stagni’ e aumentano così il rischio di una scarsa qualità dell’aria interna.

Lavorare in una Pure Air Zone significa permettere ai propri dipendenti di migliorare le performance a livello cognitivo. Un motivo valissimo per entrare a far parte della nostra community!

Conoscete il Clean Air Act?

A pochi è noto, ma negli Stati Uniti è in vigore il Clean Air Act.
Questa legge, introdotta nel 1970 e modificata più volte, si occupa di fissare la disciplina  sulla qualità dell’aria negli Stati Uniti. In particolar modo, la legge concerne la definizione di standard nazionali di qualità dell’aria per determinati tipi di inquinatni, attraverso l’Environmental Protection Agency (Epa).clea_air_actCiò che colpisce è che le società automobilistiche non sono stata fino a oggi inserite all’iterno della normativa. Dal 1970, anno di emanzione del Clean Air Act, le case che producono automobili non sono soggette alla giustizia penale per scandali di natura ambientale.

 

Ozono, metano, particolato carbonioso: i killer dell’aria

L’ultimo rapporto stilato dall’OMS parla chiaro. Sono tre i killer provenienti dall’aria: ozono, metano e particolato carbonioso, che è parte delle polveri sottili.
Ogni anno questi agenti inquinanti causano la morte di 7 milioni di persone nel mondo e costituiscono uno dei principali fattori di surriscaldamento globale.
“Ogni giorno queste sostanze minacciano la salute di uomini, donne e bambini – spiega Flavia Bustreo, assistente direttore generale dell’Oms -. Per la prima volta è stato compilato un rapporto  che raccomanda le azioni che stati, ministri della Salute e dell’Ambiente e città possono intraprendere per ridurre le emissioni, proteggere la salute ed evitare morti e malattie.
vecchia_stufaLe azioni sono tese a ridurre le emissioni dei veicoli, a mettere in campo politiche e investimenti che incentivino l’utilizzo di mezzi pubblici e che proteggano pedoni e ciclisti, a fornire mezzi alternativi per cucinare ai 2,8 miliardi di persone che nei paesi a basso reddito dipendono da stufe a legna o a carbone e a incoraggiare lo spostamento verso una dieta basata sulle piante e non sulla carne, per ridurre le emissioni di metano legate agli allevamenti.

Pure Air Zone permette di vivere in un ambiente interno dove l’aria è pulita, purificata e sana, come quella che si respira in alta montagna.

Polveri sottili: quello che dovete sapere

Cosa sono le polveri sottili?
Sono particelle solide o liquide di piccole dimensioni che vengono misurate in base al diametro: se questo è superiore ai 30 micron, le polveri sono pesanti e cadono a terra, se il diametro è inferiore ai 10 micron, le polveri rimangono sospese in aria e vengono inalate dall’uomo. Per capirci, le polveri sottili hanno un diametro 30 volte inferiore rispetto a quello di un nostro capello!
Più il diametro diminuisce, maggiore è la possibilità che questi silenziosi killer raggiungano in profondità l’apparato respiratorio dell’uomo. Per questo motivo le polveri al di sotto dei 2,5 micron si depositano addirittura nei nostri polmoni e li inquinano a tutti gli effetti, perché il corpo non ha modo di espellerle.

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Qual è la causa?
Le polveri sottili sono dovute principalmente all’inquinamento veicolare e al riscaldamento domestico. Per questo motivo si registra un notevole aumento di questi inquinanti durante la stagione invernale. In Italia purtroppo il limite massimo di polveri sottili stabilito dall’Unione Europea viene superato in numerose zone geografiche.

Quali sono le conseguenze?
La diffusione delle polveri sottili ha numerose conseguenze sia sulla salute dell’uomo sia sulla salute dell’ambiente. Le polveri sottili concorrono all’aumento delle piogge acide, alla rovina di monumenti e opera d’arte, si depositano sia sul manto stradale sia sui campi e sui pascoli, si accumulano nei corsi d’acqua e possono raggiungere le falde acquifere.

Fino all’ultimo respiro: inquinamento e malattie virali

In media ogni anno un adulto contrae due o tre infezioni virali. Un bambino può ammalarsi da quattro a sei volte all’anno: spesso si tratta di febbre, raffreddore, mal di gola, diarrea acuta. Negli ultimi due anni si è registrato un sensibile aumento della frequenza con cui virus e batteri attaccano anche i più sani fra noi. La maggior parte delle persone non si rende conto che l’inquinamento atmosferico alimenta infezioni virali e batteriche nei mesi invernali, aumenta il numero di casi di raffreddore e di malattie dell’apparato respiratorio ed anche un veicolo per la diffusione di forme influenzali come la suina.

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Il Global Burden of Disease ha sottolineato come in India il numero di morti per inquinamentosia aumentato di sei volte nel giro di dieci anni, dal 2003 al 2013.

Un efficace sistema di depurazione dell’aria è ormai una necessità per garantire un mondo migliore ai nostri figli e a noi stessi: Pure Air Zone rappresenta una serie di zone di aria pulita dove gli agenti inquinanti vengono eliminati grazie alla tecnologia di AirCel.

Che aria tira quest’anno ad ECOMONDO ?

Con U-monitor, il rivoluzionario monitoraggio intelligente dell’aria in tempo reale, lo vedi sul tablet.

COMUNICATO STAMPA

Torino, 16 Ottobre , 2015 – SAPERE CON ESATTEZZA COSA SI STA RESPIRANDO, DOVE E QUANDO è un’esigenza fondamentale se in gioco viene messa la salute umana. Quale migliore platea per il lancio di un sistema tanto necessario quanto innovativo di Ecomondo 2015, tra il 3 e il 6 Novembre.

ecomondo

U-earth è una azienda internazionale, con sedi principali in Italia e in Svizzera, fondata nel 2012 con la mission di sviluppare un esclusivo brevetto americano nato per l’esigenza di maggiore protezione e decontaminazione in caso di disastri ambientali e armi chimiche e batteriologiche. U-earth e l’unica azienda ad utilizzare rivoluzionarie biotecnologie per la purificazione dell’aria PROFESSIONALE, in campo industriale, commerciale e medico, ed è produttrice di AIRcel, un potentissimo purificatore d’aria freestanding efficace per l’eliminazione di odori e tutti i contaminanti dell’aria, indoor e outdoor. AIRcel viene oggi utilizzato dalle migliori aziende del mondo tra cui Ferrari, Fresenius Medical Care, NTV, Banca Fideuram, Buzzi Unicem, Teatro alla Scala di Milano e molte altre.

U-MONITOR air monitoring system

U-MONITOR air monitoring system

Data l’esigenza di controllare in maniera efficace l’andamento dei contaminanti nell’aria come diagnosi preventiva e poi come evidenza del buon funzionamento dei propri purificatori d’aria, il team di Air Quality Specialist di U-earth ha sviluppato U-monitor, il primo sistema professionale per il campionamento dei maggiori parametri ambientali in tempo reale, gestiti da un software proprietario in cloud che permette l’analisi degli andamenti della qualità dell’aria da parte degli specialisti e del cliente stesso durante l’intero periodo di funzionamento, attraverso smartphone, tablet e PC.

“.“Quanto inquinamento viene prodotto durante determinate fasi di lavorazione? Come migra l’aria inquinata all’interno degli ambienti e con quali picchi? Qual è efficienza dell’impianto di ventilazione, e quanto rimane tale dopo la pulizia dei filtri? Cosa succede durante la notte o nei periodi di chiusura? I contaminanti e gas odorosi migrano all’esterno dell’impianto ? Con che dinamiche in inverno rispetto che d’estate?” sottolinea Betta Maggio, CEO di U-earth, “U-monitor si è rivelato per i nostri specialisti uno strumento di indagine potentissimo, che permette di venire a conoscenza dell’andamento dei contaminanti tipici 24/7, con aggiornamenti in tempo reale, e quindi di poter fornire indicazioni precise rispetto alla reale efficacia di tecnologie e best practices anti inquinamento adottate”.

U-monitor dashboard
Ciò vale anche in ambiente Outdoor. U-earth infatti, sta proponendo U-monitor agli assessorati ambiente delle città europee per il controllo capillare delle dinamiche legate alla dispersione di inquinanti derivati da traffico, riscaldamento e industrie. Una città evoluta ed intelligente oggi può misurare in tempo reale l’andamento dei contaminanti e la loro efficienza di risposta ad eventi quali il fermo del traffico, la pioggia e vento, il minor traffico notturno, le zone a traffico limitato ma anche i valori di esposizione all’interno di aree sensibili quali parchi gioco, scuole e centri storici, maggiormente danneggiati dall’inquinamento urbano.

U-monitor viene presentato in anteprima ad Ecomondo 2015 nello stand di U-earth nell’area green del Padiglione D3 , stand 075, dove sarà possibile vedere lo strumento in azione mentre misura la qualità dell’aria in tempo reale.

u-monitor

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Il core business di U-earth è quello di fornire ambienti di aria pura “certificata” dal monitoraggio in continuo chiamate Pure Air Zone.

logo pure air zone“Pure Air Zone” è un progetto eco-ambientale che ha come obiettivo quello di aggregare sempre più persone ed aziende attente alla salvaguardia dell’ambiente e della salute, al fine di diffondere questo rivoluzionario sistema in ambito industriale, medico e commerciale, fornendo standard di controllo e qualità dell’aria finora non raggiungibili. Il sito di riferimento della prima community internazionale per l’aria pura è www.pure-air-zone.com. La partecipazione alla campagna #IwantPUREair, lanciata da U-earth per aumentare la consapevolezza sull’importanza di respirare aria pulita, sta raccogliendo consensi dalle singole persone in quanto sostenitrici del progetto sotto forma di partecipazione ai social media dedicati, e dalle aziende che vogliono diventare Pure Air Zones.

Molte aziende eccellenti hanno già adottato il sistema e U-earth in Italia e nel mondo, e la tecnologia si sta diffondendo rapidamente laddove esistono problemi di dispersione di contaminazione ed odorigeni non risolvibili con altre tecnologie come depuratori, siti di trattamento rifiuti, industria metalmeccanica, ospedali, luoghi pubblici. Parallelamente esistono aziende che puntano al continuo miglioramento degli standard ambientali nei loro piani di sostenibilità, e creano delle Pure Air Zones nelle loro sedi scegliendo di offrire ai loro dipendenti e clienti il bene più prezioso per la vita, l’aria pura.

www.u-earth.eu

Per qualsiasi ulteriore informazione e/o materiale fotografico:

 

Ufficio Stampa “Pure Air Zone” (www.pure-air-zone.com)

Mara Roz

Tel. 011. 19666731

Email info@u-earth.eu

In Emilia Romagna viene attivato il Pair

Buone notizie dall’Emilia Romagna: è stato reso attivo il Pair, il Piano della Regione per combattere l’inquinamento. Sulla base dei limiti di sicurezza per quanto riguarda gli agenti inquinanti, la Regione ha preso in considerazione quanto stabilito dall’Unione Europea, ha deciso di mettere a punto dei piani efficaci per riabbassare il livello dell’inquinamento entro il 2020. Al momento infatti la Pianura Padana detiene il triste bollino rosso.
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L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro ha dichiarato che il particolato atmosferico è causa diretta di cancro al polmone.

Ecco il video dell’Anci che spiega il Pair:

Si può fare molto per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno: venite a conoscere Pure Air Zone.

Le polveri sottili aumentano le malattie cardiovascolari

L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla chiaro: ridurre l’inquinamento dell’aria significa ridurre l’incidenza di malattie come l’ictus, il cancro ai polmoni, i disturbi cardiovascolari e le patologie respiratorie croniche come l’asma.

automobileTra gli agenti inquinanti vi sono le particelle di diametro variabile, solide o liquide disperse nell’atmosfera, indicate come particolato  fine (PM10) o ultrafine (PM2,5, PM1) a seconda del diametro espresso in micron (un milionesimo di millimetro), l’ozono, il diossido d’azoto e il biossido di zolfo. Secondo le Linee Guida dell’Oms una riduzione di particolato da 70 a 20 mg per metro cubo d’aria ridurrebbe il numero di decessi correlati all’inquinamento del 15%.
In un articolo di Humanitas Salute, il dottor Ciccarelli spiega: «Il particolato ultrafine (contenente particelle di diametro inferiore a 2,5 micron), se inalato ad alti tassi, non solo può causare disturbi all’apparato respiratorio ma anche al sistema cardiovascolare. Le strutture alveolari, ove possono giungere le particelle inalate più piccole sono circondate da una fitta rete di capillari: da qui le sostanze possono entrare in circolo nel sangue e, attraverso la circolazione sanguigna, giungere in tutto l’organismo con effetti nocivi».

Il sistema U-Earth consente di eliminare attraverso un efficace sistema di depurazione dell’aria quasi tutti gli agenti inquinanti presenti in un ambiente, compresa la formaldeide e le polveri ultrasottili.

 

Residenze per anziani: che aria tira?

Anziani e qualità dell’aria interna: questo è  l’oggetto di studio di GERIE, pubblicato recentemente sull’European Respiratory Journal. Questa ricerca ha voluto verificare la correlazione tra le malattie respiratorie degli anziani e la qualità dell’aria interna degli ambienti sanitari che sono soliti ospitarli. Sono quindi state prese in esame 50 Rsa in 7 Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, allo scopo di capire quali effetti dannosi produce la qualità dell’aria interna sugli ospiti. Ecco le parole di Giovanni Viegi, coordinatore dell’indagine e direttore dell’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare di Palermo: «abbiamo misurato le concentrazioni di polveri inalabili come PM10 e polveri ultrafini come PM0.1, ma anche formaldeide e gas irritanti e inquinanti, ovvero biossido di azoto e ozono – racconta  -. Inoltre, pur non essendo propriamente un inquinante ma un indicatore della qualità dell’aria, abbiamo valutato anche la quantità di anidride carbonica, che tende a salire se gli ambienti sono poco ventilati».CS-SAL07-Effetto-degli-inquinanti-

«Abbiamo osservato ad esempio un’associazione significativa fra formaldeide nell’aria e broncopneumopatia cronica ostruttiva negli ospiti – spiega Viegi -. Alti livelli di PM10 e biossido d’azoto sono connessi a una maggiore incidenza di difficoltà di respiro e tosse, mentre dove c’è molto PM0.1 gli anziani soffrono più spesso di respiro sibilante; PM0.1 e biossido di azoto, infine, sono correlati a una maggior probabilità di ostruzione bronchiale verificata alla spirometria. In caso di ambienti poco o per nulla ventilati, queste associazioni risultano ancora più significative».

Pure Air Zone è una zona di aria pulita. Noi lavoriamo per rendere il mondo un luogo in cui si respira meglio.