Rapporto shock dell’OMS: di inquinamento si muore

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Di inquinamento si muore. Se ancora ci fossero stati dubbi, gli ultimi dati presentati dall’OMS Europa e dall’OCSE nel corso di un convegno organizzato in Israele, ad Haifa, lo scorso aprile, lo confermano e lanciano un allarme senza appello, citando numeri che fanno venire la pelle d’oca. L’inquinamento atmosferico causa ben 7 milioni di morti l’anno nel mondo (stima 2012)Morti premature legate soprattutto a tumori ed a insufficienze cardiovascolari e respiratorie. Una vera e propria ecatombe che ristretta geograficamente fa ancora più impressione. North Italy pollution Il Vecchio Continente perde ogni anno 600 mila vite a causa dell’inquinamento e la sola Italia ben 33 mila persone. Lo stesso numero di morti a causa dell’alcool, eppure mentre l’alcolismo è una dipendenza riconosciuta e trattata come tale dai presidi medici e dal Ministero della Salute, sulla questione dell’inquinamento ambientale sono ancora tante, troppe, le mancanze e le dimenticanze. Eppure lo Stato dovrebbe essere il primo interessato a creare un ambiente più favorevole e salutare per i cittadini, se non per buon senso e viver civile, almeno per una questione economica e di bilancio. Infatti, questa ecatombe silenziosa ha costi non indifferenti per le istituzioni. inquinamento a torino Il costo mondiale delle morti per inquinamento è stato documentato nel 2010 in 3.5 trilioni di dollari americani. In Europa, il costo dell’impatto sulla salute di inquinamento dell’aria, più inquinamento domestico è lievitato, dal 2005 al 2010 da 1.384.794 milioni di dollari a 1.574.649, anche se in Italia è lievemente sceso: da 98.612 milioni a 97.193. In percentuali, forse più semplici da capire, possiamo dire che in Italia il costo di queste morti è sceso nel quinquennio 2005-2010 dal 5,73% al 4,7%. Non c’è comunque da stare allegri. A queste cifre vanno aggiunte le malattie causate sempre dall’inquinamento atmosferico, che fanno arrivare i costi complessivi europei a circa 1.600 milioni di dollari. Ogni Stato spende quasi le stesse cifre per la prevenzione e per gli interventi mirati, arrivando ad impiegare quasi il 20% del proprio Pil nazionale. Queste cifre, stimate in media, diventano più alte nei Paesi europei con un reddito medio più basso, con stime del numero di morti che sale di cinque volte rispetto ai Paesi con reddito medio più alto. Questo significa che sarebbe nell’interesse prioritario di ogni Stato ridurre l’inquinamento atmosferico, in specie in questi anni di dilagante crisi economica, per evitare questa ecatombe e per conservare risorse da spendere in altri settori. Non a caso, il tema della prossima Conferenza Ministeriale per l’Ambiente per l’Europa che si terrà in Georgia nel 2016 avrà per tema proprio la qualità dell’aria. pollution in Paris Del resto, come sottolineato più volte sia da Christian Friis Bach, Segretario Esecutivo della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa (UNECE) e da Zsuzsanna Jakab, Direttore Generale dell’OMS per l’Europa, quello dell’inquinamento ambientale ed atmosferico non è certo un problema che un singolo Stato può risolvere da solo. L’interazione, strategie comuni e comunione di intenti devono essere alla base di un’azione concreta che speri di dare risultati in tempi ragionevoli.

Se consideriamo che la fonte principale di inquinamento attuale è il trasporto, e come questo riguardi l’attraversamento dei confini (pensiamo al trasporto merci che in Europa è effettuato ancora prettamente su ruote) e i centri urbani maggiori (pendolarismo in entrata ed uscita); seguito dall’industria e dal settore dell’energia, si tratta in tutti i casi di settori e filiere che richiedono un intervento transfrontaliero.

Non a caso, durante la conferenza, oltre a presentare i dati suddetti, l’Oms Europa ha aggiornato i presenti sull’andamento dei cinque obiettivi-target da raggiungere entro il 2015 o 2020 che sono stati già stabiliti nel 2010 nella Conferenza Ambiente e Salute di Parma. I cinque obiettivi prioritari sono: acqua potabile, mobilità sostenibile, divieto di fumo in ambienti pubblici dedicati ai bambini, accessi sani e sicuri pubblici per tutti i bambini per poter effettuare attività fisica, evitare l’esposizione ad agenti tossici ed inquinanti cancerogeni e/o portatori di patologie varie. milano pollution Obiettivi ambiziosi, considerato che in Europa oltre all’inquinamento atmosferico si unisce la minaccia del cambiamento climatico, soprattutto legata all’emissione dei gas serra, che potrebbe causare più di 250.000 morti all’anno entro il 2050. Tra i fattori di inquinamento che destano più preoccupazione, troviamo al primo posto l’amianto, ancora usato da un terzo dei Paesi europei, il radon e i raggi ultravioletti.

Se consideriamo che secondo lo studio dell’OMS, oltre il 90% dei cittadini europei è esposto a livelli annui di agenti inquinanti che superano abbondantemente i limiti stabiliti dalle linee guida dell’Oms, non stupisce che a ribadire l’importanza di un’azione immediata sia stata ribadita anche dalle principali associazioni di medici e pneumologi italiani, così come da vari centri e fondazioni che si occupano di malati di cancro e malattie legate all’inquinamento.

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3 thoughts on “Rapporto shock dell’OMS: di inquinamento si muore

  1. Pingback: Shocking report from WHO. You can die of air pollution. | pure air zone

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